Come sapranno quei due lettori e tre quarti che mi leggono sin dagli albori di questo blog, guardare il Grande Fratello non è esattamente una esperienza piacevole per me, e solitamente vivo benissimo la mia vita senza sapere nulla di chi sia stato eliminato, di chi si sia scopato chi (o cosa), di chi abbia fatto le corna a chi e di chi abbia scazzato, litigato, triturato, ammazzato, lobotomizzato, maneggiato, atterrato, pasticciato chi, allegramente al di fuori del consorzio sociale.
Tuttavia, qualche giorno fa ho letto un post di Faina Incazzosa dove si perculava, a ragione, il tipo che appare nel video qui sopra. Per la salute dei vostro unico neurone che gioca a ping-pong solo soletto nella scatola cranica, vi assicuro che non è necessario guardarlo tutto, ma bastano pochi millisecondi per farsi un'idea.
Il tizio oggetto dello sbeffeggio collettivo è un maschio bianco di nome Maicol. Poveretto, con un nome così, aveva già il destino segnato sull'autostrada della demenza che porta dritta dritta al realiti sciou.
Maicol è anche gay. Dopo averlo sentito parlare, la cosa dovrebbe risultare ovvia, ma è proprio questa la cosa che mi sconvolge.
Facciamo un esempio pratico: il cuoco.
Se guardate su tutti i disegni dei bambini, su tutti i fumetti, in tutti i film, in tutte le televendite (ehi, Chef Tony, sto parlando di te), in tutti i libri di cucina, il cuoco-tipo, quello vero, quello veramente bravo, indossa sempre il famoso cappello bianco con quella specie di rigonfiamento alla cima.
Ora, in tutti i luoghi di ristorazione dove sono stato, non ho mai visto un affare del genere; ho visto grembiuli unti, camicie bianche, t-shirt con scritto "kiss the cook", pantaloni, jeans, scarpe, ciabatte, pelate, folte capigliature, anche qualche cappellino da baseball in qualche mensa di serie Z.
Ma niente cappello da cuoco.
Eppure lo stereotipo del cuoco, il cuoco-tipo, indossa sempre quel cappello, e non se ne separa mai, nemmeno per fare la doccia o andare a scalare l'Everest; d'altra parte, se vedessi uno cuoco vero con quel benedetto cappello, la cosa mi stupirebbe.
Il problema si manifesta in maniera speculare nel caso di Maicol.
Maicol è l'incarnazione del gay-tipo, non solo per la vocetta, ma anche per "lo stile eccentrico e colorato" e "gli accessori bizzarri e stravaganti" (da sito GF). Insomma, il classico tipo su cui i TG zoomano nel servizio sul Gay Pride.
Il problema è che io, a differenza di Faina, di amici omosessuali ne ho. E sono certo che se vedessero Maicol in azione gli farebbero fare il giro del mondo a forza di pedate nel posteriore.
Mi immagino già il paziente lavoro dei selezionatori che, una volta decisa la presenza di un omosessuale nel programma, si sono adoperati per scartare tutte le figure che si allontanavano troppo dal gay-tipo:
- Il prossimo.
- (forte accento lombardo, giacca e cravatta) Mi chiamo Claudio Fumagalli, ho trentacinque anni, vivo in provincia di Brescia assieme al mio compagno da sei anni e sono Direttore del Personale di una ditta di materie plastiche.
- Avanti un altro!
- (voce normale, maglietta e jeans) Mi chiamo Andrea Dalla Monica, ho ventitrè anni e sono studente di architettura a Perugia; sono appassionato di rugby e collaboro alle attività della sede Arcigay locale.
- Avanti un altro!
- (voce in falsetto, maglione stile Arlecchino con paillettes e pantaloni arancioni) Ciao! Sono Maicol Berti, ma tu puoi chiamarmi Miky; andare al GF è il mio sogno sin da picc...
- Dite a quelli fuori di tornare pure a casa, abbiamo trovato quello buono.
E così, non posso far altro che rivolgere la mia sincera ammirazione agli organizzatori del Grande Fratello. Perchè creare gli stereotipi è facile, è incarnarli, che è difficile.
(Foto: Concorrente del gioco dei pacchi mentre rifiuta un'offerta di 100.000 euro)
A parte un paio di abitanti del sistema di Alpha Centauri (ma su questo ho qualche dubbio), credo che tutti gli esseri senzienti di questo universo siano coscenti dell'esistenza di un programma che si chiama "Affari tuoi" (d'ora in poi, soprannominato "il gioco dei pacchi").
Il gioco dei pacchi, a volerlo descrivere in due qualche riga, si svolge secondo la seguente modalità: dopo che il concorrente ha raccontato la sua triste storia (di solito un pluridisoccupato che vive sotto i ponti da quarant'anni, o una diciottenne che vuole il premio per farsi un lifting alle tette), deve procedere ad aprire vari pacchi, dove sono contenuti i premi che lui non vincerà, e a alla fine apre il suo pacco, quello col suo premio; ogni tanto l'azzeccagarbugli della trasmissione offre una somma certa al concorrente in cambio del suo pacco (fra parentesi, visto che alla RAI non sono fessi, tale offerta è sempre molto, ma molto inferiore al valore atteso dei pacchi ancora a disposizione).
Come è facile capire, il contributo dello spettatore è estremamente limitato, con l'indubbio vantaggio che anche individui dalla capacità intellettuale del capo ultras della curva sud di San Siro possono partecipare al gioco; non è necessario far parte dei mitici campioni di enigmistica o sapere cosa aveva mangiato a pranzo Gandhi il 14 febbraio 1956 (per chi non lo sapesse, la sua reincarnazione aveva consumato un happy meal al McDonalds di Rapid City). L'unico effettivo margine d'azione del partecipante non dettato dal potere del proprio posteriore, è decidere se accettare o meno la benedetta offerta del leguleio.
Bene, io non potrei mai partecipare ad un gioco così.
Mai.
Se non altro perchè chiuderebbe dopo due serate.
Alla prima offerta, infatti, solitamente una somma che supera i 10.000 euro, io avrei accettato senza pensarci due volte, preso la vincita e sarei ritornato ben felice a casa, consapevole di aver guadagnato Xmila cocuzze solamente per fare un po' il coglione, cosa che generalmente faccio gratis.
Durata media della puntata: tre minuti e ventotto secondi. Un tempo che non permette nemmeno lo stacchetto pubblicitario della suoneria con la rana che rutta al ritmo di "Para bailar la bamba" (di cui avevo parlato anche qui).
Fortunatamente il partecipante medio non la pensa come me, e punta al megapremione di cinquecentomilaeuriingettonidoro. E qui arriviamo all'episodio di vita vissuta vero e proprio.
Partecipante di sesso femminile, giovane, incinta, con fidanzato e genitori al seguito. Vuole il premio per comprarsi la casetta piccolina in Canadà e coronare il suo sogno d'amore. Di per sè la motivazione è nobile, ma è raccontata in maniera così stucchevole e melensa che faccio il pieno di antiemetici per continuare a guardare. La situazione non è allieviata dal fatto che quell'idiota del rumorista approfitta della gravidanza della concorrente per far risuonare nell'aere ogni due per tre dei vagiti registrati (ah. ah. ah.); forse quand'ero all'asilo mi avrebbe fatto ridere.
Quando guardo il gioco dei pacchi capisco, dalle decisioni del concorrente, se voglio tifare per la supermegavincita e per il vissero tutti felici e contenti, oppure per i venti centesimi e lo sfascio familiare al suono di "io te l'avevo detto di accettare l'offerta, brutta stronza", così mi metto ad osservare meglio l'andamento della situazione.
La tipa all'inizio ha fortuna: nei pacchi che apre ci sono tutti valori bassi; le vincite da Xmila euro sono ancora sul piatto. Telefona Azzeccagarbugli, offrendo 36.000 eurelli in cambio del pacco.
Beninteso, io avrei preso e sarei andato a casa, la giocatrice continua. Va bene, le probabilità sono ancora a suo favore. Alle urla di incitamento per la coraggiosa decisione non si unisce la madre, che pensa alla dentiera nuova placcata oro che avrebbe potuto comperarsi con la vincita.
Ovviamente uno può avere culo, ma non per sempre: se ne va via qualche vincita grossa, 100.000 euro, 75.000 euro.
Conseguentemente, Azzeccagarbugli abbassa l'offerta, ma non di molto: 30.000 euro. In gioco ci sono sette premi minori o uguali a 30.000 euro e quattro maggiori.
Io comincio a pensare, pensare intensamente, per mandare alla concorrente un messaggio telepatico di questo tipo: "Forza cretina - accetta l'offerta - non farti fottere - non farti fottere - non farti fottere - una possibilità su sette contro una su quattro - non si può sbagliare - non pensare al tuo stupido sogno del tuo nido d'amore, pensa ai 30.000 verdoni che ti aspettano senza che tu debba muovere un dito - devi solo pronunciare una parola, e cioè..."
"Continuo!" Esclama l'idiota in un tripudio generale. Il fidanzato e il padre gioiscono; la madre, i cui geni evidentemente sono, ahimè, recessivi, prende il fazzoletto e saluta per sempre i soldi che prendono il volo.
Inutile specificare che la tipa in questione alla fine ha vinto 50 euro e la lettera al Presidente della Repubblica è già stata spedita. Gli stupidi non vincono mai.
Non so perchè sto parlando così spesso di tv. Avete presente quelle discussioni sulle puntate dei telefilm che si fanno da ragazzi? Avete presente l'attimo in cui si parla della storia sentimentale di Rachel Green di Friends o della struggente personalità di Dawson Leery di Dawson Creek?
Beh, io sono quello che se ne sta zitto tutto il tempo e, solo se interpellato, esplode con un "Boh" dalla sonorità pari ad un acuto di Pavarotti.
Perciò, l'argomento tv dovrebbe essere affrontato molto, molto raramente su queste pagine. Senonchè, grazie all'Asse del Male dei produttori di condizionatori (Bush, sei ancora in tempo per fare qualcosa!), in questi giorni i miei termorilevatori tattili sono andati in tilt; succede, se stai affrontando il deserto del Sahara con sole a picco e poi entri all'improvviso in un parco giochi per pinguini. In maglietta.
Sta di fatto che l'omino invisibile della Daikin ha continuato a prendermi a martellate in testa per due giorni. Usare il computer non se ne parla, leggere nemmeno, perciò si tolgono le ragnatele al buffo scatolotto che i terrestri chiamano televisione, lo si accende e si inizia a vedere cosa c'è in giro. Beninteso, Sky non ce l'ho.
Si parte con Forum su Canale 5. Un ragazzino "Jo-Jo Bella di padella di frittella di ciambella", con in testa gel unto di capelli e piercing al sopracciglio, sta scazzando con il padre; quest'ultimo vuole adottare la figlia della seconda moglie, il Tamarro Boy non ci sta proprio, in particolare perchè così facendo l'eredità andrebbe divisa in due.
Poi dicono che i giovani non pensano al proprio futuro.
Mi sono accorto che il format di Forum è completamente cambiato da come me lo ricordavo: la sentenza del giudice è solamente un pretesto per non chiamare il programma "La vita in diretta", "Uomini e donne" o "Amici". Stracci che volano peggio che in una merceria, interviste "casuali" fra il pubblico, da cui si viene a sapere che tutti quanti hanno avuto problemi relazionali con entrambi i genitori, tranne gli orfani alla nascita (anch'essi in consistente numero).
Si continua con TGTragedia su Itaaaalia Uno!: prima notizia, Clinica degli OrrorificiIrreparabiliDelittiOrribilisuMartoriateVittimeDisgraziate; e vabbè. Seconda notizia: ragazzo ha un orribilmente tragico rendez-vous con impressionante cavo dell'altissima tensione mentre saliva pericolosamente in una notte oscura sul minaccioso tetto di un terribile treno sinistramente fermo. Cambio canale in tempo prima di assistere all'intervista strappalacrime agli affranti genitori, gli inconsolabili amici e gli increduli compaesani.
Il mitico Chef Tony con i Miracle Blade III Serie Perfetta spezza quattordici tegole una sopra l'altra, fa a pezzi i diamanti di plastica venduti dal pataccaro della rete accanto, fabbrica una trentina di lastre perfettamente lisce di Marmo di Carrara, recide la giugulare dell'ometto noioso al suo fianco alla quarantesima volta che esclama "Fantastico, Tony!" e infine taglia una tonnellata di frutta e verdura che vengono immediatamente buttati nel tritarifiuti posto sotto il tavolo. Tutto questo mentre tipi qualunque con cappelli da cuoco in testa esclamano "Uao!" simulando un ipotetico accento francese.
Passando da un orangutang in giacca e cravatta che sciorina i meravigliosi pregi di una stufa a pellet, mi fermo su quella che sembra essere una trasmissione con un sedicente mago. Invece no, il filantropico giovanotto in diretta fornisce i numeri del lotto. Offerta del giorno è "L'albo salvagente" che funziona più o meno così: "Casalinga, Pensionata, Moglie, Amante! Sei sfortunata al gioco? I numeri che certi truffatori ('sti disgraziati) ti hanno rifilato ti hanno fatto prosciugare TFR, risparmi accumulati in cinquant'anni nonchè i conti correnti di tutti i familiari fino ai cugini di sedicesimo grado? Hai quarantasette "Mutui facilisicurisenzadomandeanchepignoraticattivipagatoripezzentisenzatetto" sul groppone? Non rischiare di fare da punchball a quel galantuomo di tuo marito per i prossimi vent'anni! Non dirgli niente, telefona e prendi l'ambo salvagente! Recupererai tutto, tuo marito arriverà bello e impossibile in groppa a un cavallo bianco, ti porterà nel castello di Biancaneve e vissero tutti felici e contenti!".
Fare soldi facili è possibile, tutto dipende dal tasso di stronzaggine che c'è in te.
Ed ecco il piatto forte. Pensate al meglio del trash made in USA e unitelo a quel fervore cristiano con paraocchi, paraorecchi e fette di tutti i salumi esistenti sul globo terracqueo sugli occhi, mescolate il tutto e otterrete la TBNE (Trinity Broadcasting Network Europe), una delirante rete a sfondo religioso al cui confronto le televendite del Baffo sono una cosa serissima, gradevole e di buon gusto. Oltre agli esilaranti show dei telepredicatori taumaturgici che ridanno vista (Ehi! Ora so da dove viene la frase dei Blues Brothers "Ho visto la luce!"), udito, mobilità e funzione erettile (sulle capacità intellettive invece niente da fare), esiste anche un programma per bambini, dal nome apparentemente innocuo di Kids Club. E' vero che Cristo diceva di accogliere il regno di Dio come un bambino, ma probabilmente non immaginava di essere preso così alla lettera.
Ora, sappiamo tutti dalle esperienze oratoriali che il modo migliore per diventare bestemmiatori incalliti da grandi è essere oberati, anche nelle attività ludico-creative più gioiose, dalla propaganda religiosa; se poi tale proselitismo è fatto in maniera banale, noiosa, stupida e di una noia mortale, otterremo un bestemmiatore incallito al 100%, in quanto è stato talmente rincretinito che non è in grado di proferire altro.
Il meraviglioso programma era strutturato come segue: - Campo di allenamento di baseball, con lanciapalle automatico incluso; completamente priva di senso del ridicolo, la presentatrice indulge in frasi assolutamente non equivoche quali "Andiamo a battere", "Battere è proprio facile" e amenità del genere. - La presentatrice spiega ai bimbi le misure di sicurezza del campo; con quel delizioso fare da suorina stile "Perchè noi non vogliamo che voi, teneri pulcini, vi facciate male, vero?", la tipa mostra una calotta medioevale, descrivendone il funzionamento in appena un quarto d'ora. - La pirletta prova qualche battuta per cinque minuti; probabilmente per dimostrare la sua devozione, manda alla Casa del Padre una ventina di sventurati causa sfondamento della calotta cranica. - Lettura del versetto della settimana, estrapolato della Lettera ai Romani; l'ochetta devota annuncia con soddisfazione che le arrivano molte lettere di bambini che riportano tutti i versetti imparati nelle puntate successive. "Eli, Eli, lama sabachthani?" Esclamo sprofondato nel mio capezzale. - Studio del Kids Club: in una atmosfera farfallosa la tipa presenta il cartone animato sulla vita di San Paolo; i piccoli ospiti, già gravemente deviati dalla trasmissione, non fanno altro che ripetere l'ultima frase del discorso della piissima chioccia. Pistolozzo sui cristiani perseguitati e sulla crudeltà di Saulo (ossia il Paolo ante-conversione) con i bimbi che esclamano "cattivo!" con espressioni di terrore. Spezzone di cartone. Predica della tipa. Esclamazioni dei bimbi. Ad libitum. - Momento musicale: gli stessi bambini di prima con delle tristissime chitarre gonfiabili ("Per l'Amor di Dio, miei piccoli pulcini, potreste farvi male, e questo noi non lo vogliamo, vero?") cantano una canzoncina con musica di sottofondo. Ovviamente la canzone ha come titolo "I love Jesus, how 'bout you?".
Ho già spedito domanda per il Kids Club. Attendo trepidante il certificato di iscrizione; posso inoltre scegliere fra uno di questi fantastici omaggi: un orsetto danzante che canta "Jesus is my best friend", un rosario fosforescente in uranio, una boccia per pesci con acqua benedetta da Benny Hinn (solo per pesci prete, quei senzadio dei pesci rossi muoiono fulminati all'istante).
Premesso che con web-design, graphic engeenering e altre corbellerie del genere che vogliono semplicemente dire "disegnare" (ma fanno molto più "bella, cioè, io sono hi-tech") sono una chiavica totale (con tutto il rispetto per le chiaviche), ho tentato di rendere al meglio ciò che mi è saltato per prima cosa in mente vedendo il Tg quattro di Fede oggi. Lo giuro, è stato solo un caso, non giudicatemi male: è che stavo guardando un porno animal-fetish-fisting-pissing-bukkake e nelle scene senza cavalli facevo zapping. Una piccola debolezza.
Si cominci comunque con la scaletta di questo meraviglioso tiggì: - Fanfare, sigla. Fuori onda Fede sclera come un ossesso con la procace assistente perché è in ritardo con l'incipriatura della narice sinistra. La spiacevole situazione non gli impedisce di puntarle le tette con una precisione degna di un missile teleguidato.
1) Prima notizia: A Napoli la situazione è decisamente migliorata. Il Mago Silvian ha tirato fuori la sua bacchetta magica e i rifiuti sono spariti d'un tratto. Incidentalmente, il sangue di San Gennaro si è sciolto. E il Napoli ha vinto lo scudetto. No, non l'ha vinto l'Inter, quella era la propaganda bolscevica del TG3.
Servizio: i napoletani escono dalle loro case festanti ballando la tarantella e cantando a squarciagola "O sole mio".
2) Pericolo conti pubblici: sullo sfondo una massaia coi bigodini in una posa stile "Urlo" di Munch. Intervista alla sciura Pina al mercato: "Eh sì, qui aumenta tutto, è uno schifo, non si va più avanti, non ci sono più le mezze stagioni, i giovani non hanno rispetto per gli anziani e questi extracomunitari stuprano e rubano". Fede fa notare che l'intervista risaliva a marzo 2008 e infila a casaccio qualche parolone difficile ("tasso d'interesse", "inflazione") per dimostrare che la colpa è del governo precedente. Per voi malfidenti che avete dei dubbi, sappiate che il Presidente Massaio sta provvedendo anche a questo.
3) La politica: Il Governo di Silvio IV sta facendo un ottimo lavoro in parlamento. Non c'è bisogno che vi annoi con i particolari, d'altronde che bisogno c'è, visto che sta facendo un ottimo lavoro? (Sullo sfondo, foto di Silvio IV su cavallo bianco) L'opposizione rompe i coglioni (Sfondo con foto di Veltroni che fa una linguaccia); Fede annuncia che, per dimostrare la volontà di dialogo con l'opposizione, Silvio Il Magnifico ha offerto loro un ministero. Quello delle Misure Impopolari. Risposta di Veltroni: "Si può fare".
A margine, intervista al direttore de "Il Giornale" o di "Panorama" su qualche tema a casaccio.
4) Terribile tragedia criminosa a Vergate Sul Membro (Co): uomo uccide a colpi di nunchaku madre, padre e moglie. Si sospetta che fosse perchè la moglie lo tradiva con un marocchino. I figli di due e sette anni e un cane sono senza famiglia. Scatta immediatamente la gara di solidarietà.
Per il cane.
5) Emergenza caldo. O era emergenza freddo? Fate voi. Intervistata, la sciura Pina dice che "la situazione è insostenibile" e che "non se ne può più", ma è fiduciosa perchè Re Silvio ha promesso un Pinguino De Longhi a tutti gli italiani.
Titoli di coda. Fuori onda, Fede invita la popputa assistente nel suo ufficio privato (dotato di letto a baldacchino e minibar con calici e Champagne) per studiare assieme il telegiornale del giorno dopo.
Riassunto della telecronaca del primo tempo di Italia-Olanda (Europei 2008), su Rai 1:
INIZIO
- Li vedo preparati, tonici. - Siamo i Campioni del mondo, li schiacciamo come una frittella.
- Oh, ecco, dovrebbe entrare Cannavaro... - Ma scusa, non è in stampelle? - Solo? Pensavo che gli avessero infilato anche un defribrillatore in culo, sennò siamo troppo avvantaggiati, poveri olandesi...
- Senti, ma perchè al posto della Nazionale non abbiamo mandato i Pulcini Junior di Vergate sul Membro? No, perchè questi arancionetti del cazzo fanno proprio pena.
- Mia nonna di novant'anni in sedia a rotelle è più agile di quello che fa finta di essere un portere.
- Un ottimo lavoro anche da parte di Donadoni.
- Dovremmo lasciare giocare un po' anche loro.
- Pensi che un venti a zero sia degno dei nostri Campioni?
- Un Olanda attiva, aggressiva, determinata. - L'Italia sta subendo il pressing olandese.
- Secondo il regolamento FIFA il gol è valido, ma secondo un antico libello del '700, il "de pediludio", chiaramente più autorevole, il gol è regolare solo se l'attaccante mette un dito in culo al portiere e grida "chicchirichì".
- Questa Olanda è probabilmente la più forte formazione europea del 2008, anzi del mondo, anzi, di tutto il campionato interstellare.
- Un Italia addormentata, dobbiamo far sentire il nostro pressing.
0-2
- Questa nazionale fa schifo.
- Forse nel torneo di serie C del Burundi potremmo segnare qualche gol.
- E comunque il primo gol non c'era. Arbitro venduto.
- L'avevo detto io, che Donadoni non era all'altezza. - Chi è che gli mette un po' di arsenico nella tisana?
- Questi giocatori non sanno cosa vuol dire lavorare. - A proposito, lo sai che in Italia gli stipendi dei calciatori sono i più alti del mondo?
- Arbitro venduto, vendutissimo.
- Partecipate anche voi telespettatori al sondaggio "Chi al posto di Donadoni?". Mandate un sms all'144199144 (solo cot(0,01) euro!!)
- Però, gli azzurri sono più scattanti ora! - Ci stiamo riprendendo... hanno paura... - Gol dell'Olanda, 0-3.
(Detto questo, devo dire, pur correndo il rischio di attirarmi tutti i vaffanculo del Web 2.0, che ho visto delle Italie migliori, ma ho anche visto delle Italie decisamente peggiori E vincenti.)
La CIA sta provando su delle cavie l'efficacia delle nuove tecniche di tortura psicologica. Io, un mio amico e una bottiglia di Sambuca affrontiamo con coraggio l'esperimento: la visione della finale del Grande Fratello.
SCENA I - FANTASIA AL POTERE NEL MONDO MODERNO
Uscita Collezionista di Cazzi, a sbarrare la strada fra me e la porta di casa restano soltanto Anonima Cozze e Pesce Lesso.
La cosa che non riesco veramente a sopportare del format "reality" è la capacità di allungare il brodo presentando qualunque stronzata, qualsiasi cazzabubbola, come un evento eccezionale, a cui dedicare interminabili minuti di commenti, e commenti dei commenti, e commenti dei commenti dei commenti.
Tizio starnutisce? Come minimo avrà l'AIDS. Caio da un bacio a Sempronia? Si pensa già alla data delle nozze e la località della luna di miele. E' da ben due secondi e mezzo che Gualtiero non guarda il culo della procace figliola che gli sta di fianco? Finocchio al 110%.
Li capisco. D'altronde, quello che vende sciacquapalle da viaggio o bevande dietetichenergeticherizzauccelli al gusto guaranà e peperoncino ha bisogno di un altro stacco pubblicitario in cui infilarci il suo fantastico spot.
Sta di fatto che, invece di dire il nome del vincitore fra striscioni di polivinilcloruro al suono di "We are the champions" e lasciarci a migliori attività ludico-sociali, the show must go on e mi rassegno al mio destino.
Anonima Cozze viene portata nel parlatorio, consultorio, ambulatorio, confessionale, orinale, quel che l'è, perché c'è una grossa sorpresa in arrivo. Visto che si trattava di una "grossa" sorpresa e che la mia mente era ancora assorta nell'immagine di Collezionista di Cazzi, mi aspettavo qualcosa di, come dire, "priapico"; mi sbagliavo.
Sulla poltroncina c'è un cofanettino. Contrariamente ad ogni logica, banale previsione, il cofanettino in questione non è nè vuoto, nè contiene un gas asfissiante che ucciderà tutti i presenti nel giro di due minuti ma, sorpresa sorpresa, contiene un anello di fidanzamento, tipo quelli che il mitico Baffo vendeva su Telecupole starnazzando come un cappone, almeno prima di andare alla Fattoria a sgranare bestemmie (in ogni caso, gli animali c'entrano sempre).
Fuori dal confessionale, appare un pacco dono gigante di circa due metri per due.
Ora, fermatevi un attimo. Lo so, lo sento, lo spero con tutte le mie forze. Voi sapete già cosa c'è in quel pacco. VI PREGO! Ditemi che anche voi avete letto Topolino da piccoli e avete visto almeno un migliaio di volte che, dopo che Paperino devastava il salotto di Paperina nel tentativo di riparare la presa della corrente al suono di "Lascia fare a me, che queste sono cose da paperi" e i due si mandavano cordialmente a fanculo, sulla soglia di casa di Paperina compariva un pacchetto gigante con dentro Paperino con un mazzo di margheritine in mano, prese dal giardino del vicino mezzo secondo prima.
DITEMI che non avete esclamato di sorpresa (o commentato "Che tenero!" se siete donne) quando avete visto il tipo di Anonima Cozze rompere virilmente la scatola a cazzotti e uscire con l'espressione di quello che ha avuto la pensata del secolo. Anche solo per farmi contento, ma ditemelo. Fatemi credere che c'è ancora speranza per questo mondo.
SCENA II - SHALL WE DANCE?
Mi rendo improvvisamente conto che la mia resistenza, al pari del contenuto dell'amica bottiglia, sta praticamente finendo. Ormai abbiamo perso la cognizione dei bicchierini di Sambuca ingurgitati, anche perché il pallottoliere virtuale nell'area logico-cognitiva del nostro cervello trova difficoltà a contare fino a sei.
La mattanza cerebrale continua. E' il turno di Pesce Lesso. "E' mio! E' mio!" urla Dario Argento davanti allo schermo di casa sua; stava giusto cercando un Principe degli Zombie per il suo prossimo film.
"Oddio! Oddio!" penso io, non osando prevedere la prossima mossa di quel pervertito dello sceneggiatore.
Una figura misteriosa si pone davanti a lui; faccio appello alle forze celesti, a quelle infernali, all'Arcangelo Gabriele, a Belzebù, a Shiva, a Loki, al Gran Sacerdote Raeliano, all'OT-NumeroSarcazzo di Scientology che sia l'omino che deve annunciare il vincitore della serata e, contemporaneamente, porre fine alla mia passione, manco fossi in un film di Mel Gibson.
Invece no. E' una gnocca. Un attenta osservazione permette di identificarla come Anna Falchi. I miei amici mi svelano subito che Pesce Lesso è un suo fan e che desiderava incontrarla. Parte subito il totoscommesse sul compenso necessario per smuovere il culo falchesco dalle braccia (o meglio, mani) dell'amato... consorte; partono le prime ipotesi: ventimila euro, quarantamila, centomila.
Niente male, per una serata in pescheria.
Dopo aver eseguito una specie di spogliarello e suggellato desideri onanistici a tutti gli astanti, la Falchi prende le mani di Pesce Lesso e inizia quello che dovrebbe essere un ballo.
Ora, voi tutti sapete che ci sono certe cose che non sono concepite per certe attività. Usare un fiammifero per illuminare una santabarbara può comportare qualche rischio, mettere acido muriatico nella pistola ad acqua potrebbe seccare qualcheduno, saggiare la resistenza della copertina di un rarissimo libello del seicento sulle mascelle del vostro cane sembra sia sconsigliabile, riparare un aereo con del nastro adesivo potrebbe non soddisfare le aspettative dei passeggeri. Allo stesso modo, danzare con un manico di scopa non è il massimo del divertimento.
Voi direte: non la pagano per divertirsi, ma per far credere a Pasce Lesso di essere un figo della madonna; il venditore della suoneria della rana che rutta al ritmo di "Para bailar la bamba" non ha acquistato al prezzo di un suo rene lo spazio pubblicitario immediatamente successivo per migliorare le capacità ballerine dell'Anna, ma per imbambolare quanto basta il pubblico maschile in modo da convincerli a prendere il loro beneamato Nokia placcato oro Dolce&Gabbana e spendere due euro al picosecondo per poter mostrare agli amici la suoneria più trendy del momento.
Tuttavia, a distanza di giorni, mi chiedo ancora se, fra tutte le attività possibili e immaginabili, dalla partita a briscola chiamata al free-climbing degli studi Mediaset, abbiano scelto proprio il ballo consci che era l'attività che Pesce Lesso sapeva fare peggio. Pensavo che la Corrida fosse sull'altro canale.
"Versamene un altro goccio." "E' vuota."
SCENA III - EPILOGO
Un mio amico mi chiede il cellulare; sono troppo instupidito, non so se dall'alcool o dal programma, per chiedergli cosa vuol farne, ma fortunatamente lo sono anche da non distinguere il mio cellulare; gliene passo un altro. Più tardi scoprirò che voleva votare per il vincitore del Grande Fratello, ovviamente senza spendere soldi. Phew.
Pesce Lesso vince. I miei amicici ne hanno abbastanza. Non formulavo un "Alleluja" dai tempi della Cresima.
Tv spenta, il padrone di casa nonché mio compagno di brindisi a base di Sambuca fa appello ai frammenti di lucidità e compostezza rimasti e ci mette alla porta.
Mi avvio verso casa. Contrariamente ad ogni previsione ci arrivo sano, senza aver steso qualcuno con il mio alito che emana etanolo a livello sub-molecolare, e soprattutto con le mie gambe e non con quelle del barelliere del 118.
La notte non passa bene, sogno che il mio amico mi chiama e mi invita a vedere l'inizio del Grande Fratello 9: concorrenti un transessuale di cinquant'anni, una ragazza che sostiene di parlare con Gesù, un pluriomicida seriale che ha ottenuto di passare gli arresti domiciliari nella casa, un immigrato clandestino perché non sono razzisti, un trentenne esperto mondiale di petotecnica, il leader dei tamarri di Quarto Oggiaro, una dodicenne che vuole il premio per rifarsi le tette.
Mi sveglio di soprassalto, imperlato di sudore; se ci ho azzeccato, per favore fatemelo sapere.
Almeno la prossima volta sarò pronto. Con una buona scusa.
Premessa. Non sono solito pasteggiare a champagne e caviale. Non vivo relegato in un bunker a leggermi per la duemilionesima volta "La critica della ragion pura" di Kant. Il mio film preferito non è un bianco e nero in lingua originale del 1923 realizzato da un russo misconosciuto dal nome incomprensibile. L'unico rapporto che ho con i "salotti bene" è quando i custodi mi cacciano a pedate. Non ho il monocolo all'occhio, non parlo con la "v" al posto della "r" e non cammino con un bastone di mogano raffinatamente intagliato. Allora...
Perché quando dico che non ho mai visto più di cinque minuti del Grande Fratello la prima percezione che passa all'uditorio è che mi atteggi a intellettuale snob fuori dal mondo e non che lo ritenga interessante come una cacca di mucca secca sugli alpeggi?
SCENA I - FACEVO MEGLIO A SEGARMI I TESTICOLI
Serata con gli amici. In programma una partita a Risiko. Entro a casa del mio amico, pregustando con un ghigno la vicina mattanza di carrarmatini. Un nanosecondo dopo, lo stesso che quel pomeriggio mi aveva proposto "Dai, porta il risiko che ci facciamo una partita", ora spaparanzato sul divano con gli occhi impiantati sulla tele, mi apostrofa in tono distratto: "Butta via 'sta merda, che c'è la finale del Grande Fratello".
La mia massa cerebrale lancia un ululato che rimbomba nella calotta cranica. Uno scontro titanico ha luogo nella mia Psiche; il vincitore disporrà della mia prossima mossa. "VIA-DI-QUA!". Pensa Io. "Avrei dovuto guardare la guida TV". Penso io. "Ormai è troppo tardi per andarsene" Pensa Super Io, sbaragliando la concorrenza.
Dannata psicologia.
Mi accascio sul divano con la vitalità di uno zombie e cerco qualche genere di conforto. Una bottiglia di Sambuca mezza piena si para davanti a me, suscitando lo stesso effetto di una modella nuda ad un marinaio in viaggio da sei mesi al suo primo periodo di licenza. Vieni qui, bella.
Essendo ufficialmente agli arresti domiciliari, lancio per disperazione un'occhiata alla tv: sono rimasti tre concorrenti in gara.
La prima è una fighetta con un vestitino fashion rosa con cordini bianchi che svolazzano qua e là. Vengo subito a sapere che è fidanzata, si è accoppiata selvaggemente con un altro della casa, e che stava già di nascosto con un terzo prima ancora di iniziare; il Bicornuto, invitato in studio, sostiene che "lo fa solo per vincere ma poi ama me". Due copie esatte del K2 e dell'Everest attaccate al cranio fanno oscillare i riflettori attaccati al soffitto.
La seconda è una delle persone più insignificanti che abbia mai visto. Ed è pure brutta.
Il terzo ha la vitalità di un merluzzo alla griglia; un tatuaggio sul braccio destro tenta di dare una parvenza di figosità.
Prima eliminazione: con fare molto zen, probabilmente imitando una puntata di Dragon Ball, Pesce Lesso tiene le mani di Anonima Cozze e Collezionista di Cazzi in attesa del Giudizio Universale.
Collezionista di Cazzi viene eliminata; abbraccia Anonima Cozze con quel fare taaanto femminile del "Siamo amiche per la pelle ma se potessi ti infilerei nel tritacarne" ed esce di scena.
Io e il padrone di casa, anche lui non esattamente esaltato dallo spettacolo, ci scambiamo un'occhiata. Saltano fuori due bicchieri e iniziamo l'opera di travaso della bottiglia.
SCENA II - EHI, SAPEVATE CHE L'ACQUA E' BAGNATA?
Collezionista di Cazzi arriva in studio, dove la attende Cornificatore II, vestito come un pinguino e con una originalissima rosa rossa. Si sbaciucchiano per un quarto d'ora con un sottofondo di violini, mentre migliaia di voyeur del piccolo schermo si fanno di rasponi dall'eccitazione. Anche fuor di metafora.
"Cin-Cin"
Fa il mio compagno di sventure, buttando giù il suo terzo giro. Lo imito, distraendomi dallo spettacolo.
Collezionista di Cazzi, però, non può venir meno alla sua nomea: una volta che telecamere e pubblico si sono sentiti appagati dal romantico quadretto, se ne esce in tutta fretta verso... insomma, ci siamo capiti. Pinguino con Rosa resta fermo come un baccalà, con la stessa espressione del bambino a cui il bulletto del quartiere ha rubato il lecca-lecca.
Mezzo secondo dopo, con un sincronismo che farebbe impallidire un orologio atomico, tutto l'uditorio femminile esprime il proprio disappunto per la mancanza di happy end.
"Pooooveriiiinoooo!" Esclamano all'unisono decine di migliaia di individui, accomunati esclusivamente dal doppio cromosoma XX.
Subito dopo, in centinaia di salotti parte l'immancabile discussione, che coinvolge tutto il gentile pubblico: ha fatto bene? Ha fatto male? E' una stronza? Non lo è? Loamavaprimamaoranonloamapiù?
Da noi la discussione dura mezz'ora buona, con le ipotesi più disparate: se avessi detto che l'aveva lasciato perché aveva le mestruazioni forse avrei trovato qualcuno che avrebbe concordato.
Ma certo, restiamo a discutere ore e ore se lei si è comportata da troia o no, poi passiamo a vedere cosa succede se appoggio un fiammifero acceso sulla lingua o se faccio cadere un fermacarte da un chilo sui coglioni; farà male? Non farà male? Chissà. Qualcuno si offre volontario?
Sei ancora sveglio? Per riprenderti dallo shock potresti valutare questo post cliccando Ok oppure No. Scusa se non ti ringrazio, ma oggi è giorno di bucato.
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